Intervento di Pietro Barbieri, Presidente della FISH Onlus -- Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap -- al Forum PA 2008
Trascrizione del testo
Il Forum PA è un contenitore che ospita tutte quelle realtà istituzionali che sono regolamentatori e spesso attuatori di politiche, di strategie nazionali, europee, locali importanti e decisive per l’inclusione delle persone con disabilità.
E questa è la ratio, la ragione prima per cui ci interessano le PA, ci interessa il Forum PA come luogo di incontro, di confronto, di scambio, di informazione, di conoscenza.
Il progetto della FISH è quello di cercare di comunicare ciò che le sta più a cuore, cioè quello di avere una direzione chiara rispetto ai diritti e alle pari opportunità delle persone con disabilità. Ci interessa confrontarci con le amministrazioni su alcuni elementi che sono decisivi nel percorso dei diritti e delle pari opportunità. E questi sono: la questione dell’accesso ai diritti e quindi tutto ciò che sta attorno alla cosiddetta certificazione che fanno Asl e Comuni, la determinazione di quali sono i livelli dei servizi in ambito sociale, sanitario, scolastico, occupazionale. Quindi quali sono questi livelli, come si generano queste opportunità e quali sono le strategie possibili.
Nel nostro paese le persone con disabilità, specie con intellettivo-relazionale, prive di sostegno famigliare, vengono catapultate in un girone dell’inferno dantesco, cioè quello degli istituti che ancora esistono, nonostante Basaglia e sono essenzialmente istituti che fanno capo a entità in cui la PA ha la funzione di regolare e talvolta anche di gestire direttamente.
A noi ci interessa di invertire un processo su questo fronte che porti le persone a vivere in una comunità che si recupera come entità familiare, quindi una piccola comunità, non una comunità fatta di decine e decine di posti letto spersonalizzati etc. Queste sono le cose che cercheremo di portare con delle specificità. Ad esempio il progetto sulla classificazione internazionale sulle disabilità che è molto utile sia per Asl e Comuni che per centri per l’impiego, quindi anche le provincie, ma anche le scuole.
E sarà il sistema di comunicazione a capire che cosa ha quella persona e in che modo, quali sono le sue possibilità reali di poter agire, muoversi e sviluppare, quali sono i fattori ostativi a questo… E questa modalità di comunicazione che sia valida per tutte queste strutture significa fondamentalmente mettere a disposizione un linguaggio, un sistema di comunicazione che può essere informatizzato, è il sistema di comunicazione che conta.
Non tutte le persone con disabilità hanno bisogno di innovazione tecnologica, spesso hanno bisogno di innovazione nei processi amministrativi, nei processi di presa in carico, nei processi di accoglienza che le PA vogliono mostrare. Anche questa deve essere chiamata innovazione, non ci possiamo riferire utilizzando il termine innovazione solo ed esclusivamente alle tecnologie.
C’è una modalità nuova di accogliere il cittadino, c’è una modalità nuova di accogliere il cittadino disabile. Su questo fronte il contributo che noi diamo all’innovazione tecnologica è sicuramente questo. Accessibilità uguale a semplicità prima di tutto, prima di formule tecniche particolari, è il metodo di comunicazione.



