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Al via la riforma del Codice dell’amministrazione digitale

Pubblicato il 03/02/2010 in News

29/01/2010 – Su proposta del Ministro Brunetta il Consiglio dei Ministri – riunitosi a Reggio Calabria – ha avviato l’esame della riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale  (CAD). A cinque anni dalla sua emanazione, il Parlamento ha dettato i principi direttivi per adeguare il testo al veloce sviluppo dell’ ICT e assicurare maggiore effettività alle molte norme, a carattere programmatico, la cui attuazione ha finora segnato il passo.

Il CAD traccia il quadro legislativo generale entro cui deve attuarsi la digitalizzazione dell’azione amministrativa. Occorrono pertanto ulteriori, consistenti interventi sia sul piano normativo sia quello amministrativo per allineare le amministrazioni italiane a quelle dei Paesi più avanzati. Altrimenti strutture obsolete e procedure interminabili continueranno a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.

Occorre sviluppare in modo deciso, concreto e operativo il grande progetto della Pubblica Amministrazione impostato nel 2005, cioè dare effettività all’impianto del Codice attraverso misure premiali e di sanzione così come a meccanismi di incentivazione a favore delle amministrazioni più  virtuose, garantendo loro la possibilità di riutilizzare, almeno in parte, i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali.

Questo è l’orientamento di fondo della delega e in questo solco si muove lo schema di decreto legislativo del Ministro Brunetta che intende dare attuazione ai quindici criteri di delegazione contenuti nell’articolo 33 della legge n. 69 del 2009.

Nell’osservanza di tali criteri, il decreto persegue le seguenti finalità principali:

  • premiare le migliori pratiche;
  • assicurare un miglior servizio e relazioni semplificate con i cittadini e le imprese;
  • implementare e controllare la digitalizzazione dell’Amministrazione e alimentare tale processo con i risparmi derivanti dalla riorganizzazione delle strutture e dei servizi;
  • incrementare la sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture.

L’intervento riformatore è comunque strutturato in modo da consentire alle Amministrazioni di realizzare gli interventi di loro competenza in un ragionevole lasso di tempo e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, come previsto dalla legge delega.

Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82

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