29/09/2009 – Le linee guida di Inclusion Europe: frasi che corrispondono a un concetto, parole semplici, immagini esplicative. La sfida futura: rendere “for all” i contenuti video e audio. Gengoux Gomez, che ha lavorato per Inclusion Europe (network europeo delle organizzazioni dei/per i disabili intellettivi e relazionali) ed esperto di accessibilità e di linguaggio easy-to-read, spiega qual è il nocciolo del problema.
“Si parla molto di accessibilità del web e delle informazioni per i disabili. Spesso, si prendono in considerazione esclusivamente le disabilità cosiddette sensoriali e si trascurano invece quelle intellettive o relazionali. Mentre per i disabili sensoriali va magari riadattata la forma delle informazioni (la grandezza dei caratteri, i link parlanti, le intestazioni, la fornitura di materiale informativo in Braille ecc.), per i disabili mentali va rielaborato anche il contenuto. Come Inclusion Europe, abbiamo sviluppato delle linee guida, degli standard per un linguaggio che sia facile da leggere e da capire: una frase che corrisponda a un concetto, utilizzo di parole semplici, accompagnare al contenuto scritto delle immagini esplicative ecc. Ci sono diversi gradi di abilità/disabilità mentali e quello che può essere compreso da qualcuno può risultare incomprensibile da altri. Ora l’obiettivo è anche quello di lavorare per rendere più accessibile i contenuti video e audio. E’ un’utopia pensare che tutte le informazioni siano prodotte in più versioni e quindi siano completamente accessibili anche per i disabili intellettivi/relazionali, ma è necessario tendere verso questa utopia. Si pensi che il sito dell’unità contro la discriminazione della DG Lavoro, Affari Sociali e Pari Opportunità della Commissione Europea, dopo una ristrutturazione, ha abbandonato la versione easy-to-read che ora non è più disponibile. Il punto è che anche i progetti pensati per la partecipazione dei disabili sono spesso redatti in versioni inaccessibili ai disabili stessi e questo ritengo sia inaccettabile”.
Per approfondire: inclusion-europe.org



