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	<title>Accessibile &#187; banda larga</title>
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	<description>Osservatorio per l&#039;accessibilità dei servizi delle PA</description>
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		<title>Dati Eurostat: banda larga, Italia fanalino di coda</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio De Vanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[eurostat]]></category>

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		<description><![CDATA[10/12/2009 &#8211; La percentuale di famiglie dotate di connessione internet è passata  in Italia dal 43% del 2007 al 53% del 2009 – contro una media UEdel 65%.  Dispone di accesso a banda larga il 39% delle famiglie, contro il 25% di due anni fa e una media UE del 56%. 
Dati pubblicati da Eurostat, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1172" src="http://www.accessibile.gov.it/wp-content/uploads/2009/12/StatisticsExplained.gif" alt="" width="148" height="102" />10/12/2009 &#8211; La percentuale di famiglie dotate di connessione internet è passata  in Italia dal 43% del 2007 al 53% del 2009 – contro una media <acronym title="Unione Europea">UE</acronym>del 65%.  Dispone di <strong>accesso a banda larga</strong> il 39% delle famiglie, contro il 25% di due anni fa e una media <acronym>UE</acronym> del 56%. <span id="more-1170"></span></p>
<p>Dati pubblicati da <strong>Eurostat</strong>, secondo cui nel primo trimestre del 2009 la percentuale di famiglie europee dotate di accesso a internet si attestava al 65%, contro il 60% del trimestre precedente. Le connessioni a banda larga, nello stesso periodo, sono passate dal 49% al 56%.  I paesi che dominano la classifica sono quelli nordici: in Olanda è dotato di connessione internet il 90% delle famiglie, in Lussemburgo l’87%, in Svezia l’86%, in Danimarca l’83% e in Germania il 79%.</p>
<p>Sempre gli stessi Paesi sono in vetta alla classifica della diffusione della banda larga: dispone di accesso broadband l’80% delle famiglie svedese, il 77% di quelle olandesi e il 76% di quelle danesi.</p>
<p>Peggio di noi, riguardo l’accesso a banda larga, fanno solo Bulgaria, Grecia, Romania e Serbia, con percentuali comprese tra il 23% e il 33%. </p>
<p>Quasi tre quarti degli europei tra 16 e 24 anni (74%) hanno usato internet <strong>ogni giorno</strong> o quasi nel primo trimestre del 2009, contro la metà di quelli di età compresa tra 16 e 74 anni. In Italia, usa internet ogni giorno il 70% degli utenti tra 16 e 24 anni e il 40% degli utenti tra 16 e 74 anni.</p>
<p>Molto bassa (12%) la percentuale di italiani che nei primi tre mesi di quest’anno ha fatto <strong>shopping su internet:</strong> la media Ue si è attestata al 37% e in alcuni paesi come la Norvegia la percentuale arriva fino al 70%.</p>
<p>In quasi tutti gli Stati membri sono gli uomini i più attivi nello shopping online: in Italia fa shopping online il 16% degli uomini contro il 9% delle donne, contro una media <acronym>UE</acronym>, rispettivamente, del 40% e 34%. La percentuale varia sensibilmente da un Paese all’altro, passando dal 2% della Romania al 66% nel Regno Unito. </p>
<p><a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/eurostat/home/">Il portale di Eurostat</a></p>
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		<title>Banda larga per tutti, copyright e &#8220;cloud computing&#8221; nell’Europa del futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zucal</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Reding]]></category>

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		<description><![CDATA[10/11/2009 &#8211; Le tecnologie per l&#8217;informazione e la comunicazione “possano contribuire al rinnovamento dell’economia solo se l’Europa affronta prima con urgenza le seguenti priorità: “garantire a tutti i cittadini la banda larga ad alta velocità; dare al diritto d&#8217;autore e ai contenuti una chiara dimensione di mercato unico; migliorare i servizi a disposizione dei consumatori europei; distribuire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1022" src="http://www.accessibile.gov.it/wp-content/uploads/2009/11/reding.jpg" alt="" width="135" height="120" />10/11/2009 &#8211; Le <strong>tecnologie per l&#8217;informazione e la comunicazione</strong> “possano contribuire al rinnovamento dell’economia solo se l’Europa affronta prima con urgenza le seguenti priorità: “garantire a tutti i cittadini la banda larga ad alta velocità; dare al diritto d&#8217;autore e ai contenuti una chiara dimensione di mercato unico; migliorare i servizi a disposizione dei consumatori europei; distribuire le tecnologie già a portata di mano e assicurarsi che diano il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi di Copenaghen”.<span id="more-1020"></span></p>
<p>Intervenendo alla Conferenza “Visby Agenda: creating impact for an eUnion 2015”, che ha riunito rappresentanti degli Stati membri, della Commissione, del Parlamento europeo e i protagonisti del mercato per l&#8217;Information e Communication Technology, il Commissario Reding ha affermato che la Commissione ha stanziato 1,02 miliardi di euro da investire in infrastrutture a banda larga nelle zone rurali.</p>
<p>“Investire in banda larga è solo un primo passo: la vera sfida è fare in modo che tutta l&#8217;Europa sia in grado di gestire la transizione verso le reti ad alta velocità, che rappresentano il fondamento della nostra futura produttività sotto forma di applicazioni e servizi innovativi. Attualmente, solo il 3% degli investimenti degli operatori europei è destinato alla fibra ottica. Centrale anche la questione del diritto d’autore nell’epoca dei contenuti digitali: “Il nuovo trattato di Lisbona – ha detto la Reding &#8211; permetterà all&#8217;Europa di disporre di un potente strumento: il nuovo articolo 118, consentirà infatti la creazione di un mercato europeo per il diritto d&#8217;autore”.</p>
<p>Il Commissario ha affermato “che i ricavi legati ai contenuti online possano quadruplicare entro il prossimo anno, se l’Europa riuscirà a dare vita finalmente a un mercato unico per i contenuti. La crescente importanza di internet offre nuove possibilità per la distribuzione dei contenuti creativi e permette agli utenti di accedere ai contenuti ovunque si trovino e ovunque vadano. L&#8217;innovazione e la creatività sono seriamente ostacolate dal fatto che in Europa ancora ci permettiamo il lusso di avere 27 sistemi di copyright divergenti. Questa frammentazione territoriale delle condizioni di autorizzazione, ostacola l&#8217;accesso dei consumatori ai contenuti dei siti web al di fuori del proprio paese”.</p>
<p>La Reding ha poi sottolineato la mancanza in Europa di un mercato unico per i servizi online al consumatore finale. “Le statistiche sono eloquenti: a causa della frammentazione delle regole e dell&#8217;incertezza del diritto, solo il 7% di tutte le transazioni effettuate dai consumatori europei attraverso il web è cross-border, mentre il 61% di tutti gli ordini effettuati in un negozio online che si trova in un altro paese dell&#8217;Unione Europea non vanno a buon fine. Bisogna quindi fare di più perché i cittadini possano accedere a qualunque servizio da dovunque si trovino.”</p>
<p>Per ottenere il successo della Digital Agenda Europea, bisogna far sì che tutte le piccole e medie imprese europee (23 milioni, che costituiscono il 99% di tutte le imprese e oltre il 90% della forza lavoro in Europa) adottino e utilizzino al meglio le tecnologie per l&#8217;informazione e la comunicazione. Attualmente, solo il 9% utilizza fatture elettroniche, e solo l&#8217;11% dispone di sistemi di gestione delle risorse umane.</p>
<p>“Vedo quindi grandi potenzialità per le applicazioni di cloud computing per aiutare le aziende a entrare nella vera età dell’<acronym lang="en" xml:lang="en">Information Technology</acronym>, a costi inferiori rispetto alle tradizionali soluzioni aziendali. Accedere alla potenza di calcolo attraverso il web, invece che investire in tecnologie e applicazioni sarebbe non solo economico, ma anche più facile per le imprese che non hanno bisogno di comprare e mantenere tecnologie o applicazioni e servizi”, ha affermato la Reding, invitando inoltre le amministrazioni pubbliche europee ad accelerare sui servizi di egov e a cominciare a pensare a come sfruttare le tecnologie per l&#8217;Information e  Communication Technology in favore del pianeta e contro i cambiamenti climatici.</p>
<p><a href="http://www.se2009.eu/en/meetings_news/2009/11/9/visby_agenda_creating_impact_for_an_eunion_2015">Visby Agenda: presidenza svedese</a></p>
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		<title>L&#8217; &#8220;Italia digitale 2.0&#8243; fatica a decollare: fuori dalla top 20 per banda larga nel mercato domestico</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 10:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio De Vanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[gartner]]></category>

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		<description><![CDATA[29.09.2009. Secondo una ricerca Gartner, l’Italia sarebbe fuori dalla classifica dei top 20 per penetrazione di banda larga nel mercato domestico e, proiezioni alla mano, lo sarà ancora nel 2013. I ricercatori di Gartner affermano che  che la crisi economica globale non  è da considerarsi un fattore di freno all’adozione della banda larga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-551" src="/wp-content/uploads/2009/10/servizi.jpg" alt="" width="144" height="95" />29.09.2009. Secondo una ricerca Gartner, l’Italia sarebbe fuori dalla classifica dei top 20 per penetrazione di banda larga nel mercato domestico e, proiezioni alla mano, lo sarà ancora nel 2013. I ricercatori di Gartner affermano che  che la crisi economica globale non  è da considerarsi un fattore di freno all’adozione della banda larga nelle famiglie.</p>
<p><span id="more-546"></span>Dalle previsioni si evince che entro la fine dell&#8217;anno, 1 abitazione su 5, nel mondo, avrà una connessione fissa broadband, per un totale di 422 milioni di famiglie dotate di banda larga nel 2009, in crescita fino ai 580 milioni nel 2013. Tra i motivi di tenuta e crescita della banda larga nei mercati consumer, va considerata la maggiore accessibilità dei prezzi per l’acquisto di PC, la riduzione del costo degli abbonamenti e il varo di piani di incentivi economici da parte dei governi.  Si stima che a livello mondiale il settore dei servizi consumer voce-Internet-banda larga fissa abbia raggiunto il valore di 372 miliardi di dollari nel 2008, con un contributo dei servizi di accesso al broadband stimato al 27%, mentre nel 2013  gli stessi servizi contribuiranno per il 40% su un totale stimato a 347 miliardi di dollari.<br />
L’Italia non sembra cavalcare il trend, se si considera che è esclusa dalla Top20 Broadband Household Penetration by Market, classifica guidata dalla Corea del Sud con una percentuale di penetrazione dell&#8217;86% e chiusa dall’Austria con il 48%. Altri Paesi europei in classifica: Olanda (al secondo posto con l’80%), Danimarca 75%, Svizzera 69%, Norvegia 67%, Francia e Regno Unito con il 63%, Finlandia 62%, Belgio 58%, Spagna 56%, Germania 55%, Svezia, Irlanda e Austria con il 48%.<br />
L’Italia non rientrerà tra i primi 20 neanche nel 2013 quando, secondo le previsioni, la classifica sarà ancora guidata da Corea del Sud con il 93% e Olanda con l’88% e chiusa da Svezia e Austria con il 54%.<br />
<!--more-->Per approfondire il tema: <a href="http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1189323">gartner.com</a>.</p>
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