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	<title>Accessibile &#187; braille</title>
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		<title>Braille: hi-tech cancella i puntini da toccare</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 16:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zucal</dc:creator>
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		<description><![CDATA[21/01/2010 &#8211; Il giornale &#8220;Repubblica&#8221; dedica un interessante articolo nella rubrica di &#8220;R2 La scienza&#8221; a firma di A. Retico. La sintesi vocale ormai supera il codice tattile che in Italia è conosciuto solo da un quarto dei ciechi . La comunicazione per i non vedenti sarà un insieme di linguaggi: quello dei segni in rilievo affiancato da suoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1273" src="http://www.accessibile.gov.it/wp-content/uploads/2010/01/Braille-libro-zoom_punzonature.jpg" alt="" width="180" height="120" />21/01/2010 &#8211; Il giornale &#8220;Repubblica&#8221; dedica un interessante articolo nella rubrica di &#8220;R2 La scienza&#8221; a firma di A. Retico. La sintesi vocale ormai supera il codice tattile che in Italia è conosciuto solo da un quarto dei ciechi . La comunicazione per i non vedenti sarà un insieme di linguaggi: quello dei segni in rilievo affiancato da suoni e bit.<span id="more-1271"></span></p>
<p>Erano le parole da toccare: sei puntini da sfiorare con le dita, 64 combinazioni per leggere il mondo. Adesso il <a href="http://www.frascolla.org/Infobraille/Infobraille.asp">Braille</a>, l´esperanto per i ciechi, rischia di rimanere lettera morta. Senza corpo, senza nessuno che lo maneggi più. Le nuove tecnologie lo rendono meno indispensabile, grazie al sonoro che prende il posto dell´alfabeto tattile. Servizi telefonici con voci sintetiche per la lettura dei quotidiani, computer parlanti, orologi squillanti, audiolibri.</p>
<p>Molti giovani non imparano più quella grammatica fisica che permette di comunicare con chiunque in qualunque lingua, molti preferiscono mettere su le cuffiette: solo il 25 per cento degli italiani non vedenti (362mila) e il 10 per cento del milione e 300 mila americani conosce il sistema Braille, gli altri ascoltano.</p>
<p>Braille addio? Non proprio, non del tutto, ma questa è un&#8217;era visuale e sonora che cambia tutto, anche i processi di alfabetizzazione. I sei puntini che hanno tradotto per oltre 180 anni lettere, note musicali, numeri e formule chimiche, non bastano più. Inventati nel 1829 da monsieur Braille, cieco dall´età di sei anni, che si era ispirato a un codice militare per trasmettere messaggi notturni, sopravvivono ma con la concorrenza forte e facile dell´informatica.</p>
<p>Ha aggiunto segni, il vecchio Braille, per adeguarsi al linguaggio web: <a href="http://www.frascolla.org/Infobraille/10.asp">otto punti</a> anziché sei e 256 combinazioni in tutto per permettere ai non vedenti di leggere pagine da internet. Il passaggio dal video alle mani? Grazie alla <a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/sin_info/websenzabarriere/accregione/AMBIENTI/EditorCMS/GetAllegato.asp-IDA=9&amp;IDN=44&amp;IDAl=2043.jpg">Barra Braille</a>, che traduce parole e icone visualizzate sullo schermo in un testo a rilievo, informazioni su una riga lunga da 20 a 80 caratteri. Potenziato, arricchito, modernizzato, è il Braille dell´universo internet, è l´evoluzione del codice formato Rete. Ma ancora molto costoso e poco diffuso: benché il Servizio sanitario nazionale passi le barre, i ragazzi preferiscono collegarsi con l´orecchio.</p>
<p>Ascolto più che tatto, la conoscenza dei ciechi più giovani passa per l´udito, questa è l´epoca della riproducibilità sonora. Marshall McLuhan sosteneva che la tecnica avrebbe riportato la cultura occidentale a uno stato tribale e orale: il declino del mondo scritto avrebbe formato una generazione post-alfabetizzata. Il Braille ha avuto sin dalle origini molti detrattori che lo consideravano una forma arcana e marginale di comunicazione, un codice ghettizzante. Altri lo hanno sempre sostenuto come via per l´emancipazione dei non vedenti, un accesso indipendente e non mediato al sapere.</p>
<p>Ma oggi, più prosaicamente, perché leggere Harry Potter in 56 volumi (al costo di più di mille dollari l´uno alla National Braille Press, editore di Boston) quando basta mettere l´auricolare e ascoltarlo in <a href="http://www.salani.it/sal-scheda.asp?idlibro=3148&amp;titolo=HARRY+POTTER+E+LA+PIETRA+FILOSOFALE">mp3</a>? Negli Stati Uniti, ha raccontato di recente il New York Times, negli Anni 50 la metà dei ragazzi ciechi imparava il Braille, oggi appena uno su dieci.</p>
<p>Un registratore, una cassetta, un iPod al posto dei puntini da toccare. La forma, le curve, la struttura e insomma la bellezza del corpo delle parole che con un suono volano via: i difensori del Braille portano a testimonianza molte ricerche scientifiche sull´importanza della lettura nello sviluppo cognitivo dei bambini. Per loro abbandonare la scrittura è tornare a una società pre-Gutenberg, quando la cultura era nelle mani di intellettuali e religiosi. Ma altri obiettano che tutto sommato noi leggiamo da appena 6mila anni, e l´alfabetizzazione di massa è in fondo una conquista recente. La verità probabilmente sta negli incroci dei linguaggi, vecchi e nuovi, puntini e bit. Con le combinazioni ogni cosa è illuminata.</p>
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