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	<title>Accessibile &#187; cad</title>
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	<description>Osservatorio per l&#039;accessibilità dei servizi delle PA</description>
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		<title>La PEC è un diritto dei cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 08:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Scano</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Il TAR della Basilicata ha condannato la Regione per la mancata attuazione della norma sugli indirizzi istituzionali di posta elettronica certificata (PEC): secondo la Corte, si tratta di un disservizio e di una negazione del diritto dei cittadini all&#8217;accesso digitale alla Pubblica Amministrazione. La sentenza n. 478 del 23 settembre 2011 avrà importanti effetti pratici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1734" title="pec" src="http://www.accessibile.gov.it/wp-content/uploads/2011/10/pec-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Il TAR della Basilicata <a title="Collegamento esterno a Corriere delle Comunicazioni" href="http://www.corrierecomunicazioni.it/news/84656/il_tar_condanna_la_basilicata_ad_usare_la_pec">ha condannato</a> la Regione per la mancata attuazione della norma sugli indirizzi istituzionali di posta elettronica certificata (PEC): secondo la Corte, si tratta di un disservizio e di una negazione del diritto dei cittadini all&#8217;accesso digitale alla Pubblica Amministrazione.<span id="more-1733"></span></p>
<p>La sentenza n. 478 del 23 settembre 2011 avrà importanti effetti pratici e giuridici in tema di PA digitale, dato che applica per la prima volta l’articolo 3 del nuovo Cad sul diritto all’uso delle nuove tecnologie. Il tribunale è stato chiamato ad esprimersi – anche in questo caso per la prima volta – tramite una class acion attivata da associazioni di cittadini. Di seguito la motivazione:</p>
<blockquote cite="http://blog.ernestobelisario.eu/2011/09/30/la-pec-e-un-diritto-lo-dice-il-t-a-r/"><p>La mancata individuazione di almeno un indirizzo istituzionale di posta elettronica certificata sul sito web… nonché <strong>la mancata attuazione del diritto degli utenti di comunicare elettronicamente tramite l’utilizzo della stessa determina un disservizio, costringendo gli interessati a recarsi personalmente presso gli uffici e ad utilizzare lo strumento cartaceo per ricevere ed inoltrare comunicazioni e/o documenti</strong>.<br />
Va peraltro precisato che il disservizio lamentato estende i suoi riflessi negativi anche sulle modalità di esercizio del diritto del privato di partecipare al procedimento amministrativo poiché l’art. 4, comma 1, del codice dell’amministrazione digitale consente, infatti, di esercitare tali diritti procedimentali anche attraverso strumenti di comunicazione telematici.</p></blockquote>
<p>Secondo quanto stabilito dalla <a href="http://www.leggioggi.it/allegati/la-sentenza-del-tar-basilicata-che-accoglie-la-class-action-sul-diritto-alluso-delle-nuove-tecnologie/" rel="nofollow" target="_blank">sentenza n. 478/2011</a> le <strong>norme che prevedono obblighi di digitalizzazione della PA hanno carattere cogente</strong>, per cui i cittadini, le imprese e le associazioni possono attivarsi per far rispettare i loro diritti in caso di inottemperanza da parte dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via la riforma del Codice dell&#8217;amministrazione digitale</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zucal</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[cad]]></category>
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		<description><![CDATA[29/01/2010 &#8211; Su proposta del Ministro Brunetta il Consiglio dei Ministri &#8211; riunitosi a Reggio Calabria &#8211; ha avviato l&#8217;esame della riforma del Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale  (CAD). A cinque anni dalla sua emanazione, il Parlamento ha dettato i principi direttivi per adeguare il testo al veloce sviluppo dell’ ICT e assicurare maggiore effettività alle molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1278" src="http://www.accessibile.gov.it/wp-content/uploads/2010/02/cad1.jpg" alt="" width="130" height="101" />29/01/2010 &#8211; Su proposta del Ministro Brunetta il Consiglio dei Ministri &#8211; riunitosi a Reggio Calabria &#8211; ha avviato l&#8217;esame della riforma del Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale  (CAD). A cinque anni dalla sua emanazione, il Parlamento ha dettato i principi direttivi per adeguare il testo al veloce sviluppo dell’ ICT e assicurare maggiore effettività alle molte norme, a carattere programmatico, la cui attuazione ha finora segnato il passo.<span id="more-1277"></span></p>
<p>Il CAD traccia il quadro legislativo generale entro cui deve attuarsi la digitalizzazione dell&#8217;azione amministrativa. Occorrono pertanto ulteriori, consistenti interventi sia sul piano normativo sia quello amministrativo per allineare le amministrazioni italiane a quelle dei Paesi più avanzati. Altrimenti strutture obsolete e procedure interminabili continueranno a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l&#8217;afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.</p>
<p>Occorre sviluppare in modo deciso, concreto e operativo il grande progetto della Pubblica Amministrazione impostato nel 2005, cioè dare effettività all&#8217;impianto del Codice attraverso misure premiali e di sanzione così come a meccanismi di incentivazione a favore delle amministrazioni più  virtuose, garantendo loro la possibilità di riutilizzare, almeno in parte, i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali.</p>
<p>Questo è l&#8217;orientamento di fondo della delega e in questo solco si muove lo schema di decreto legislativo del Ministro Brunetta che intende dare attuazione ai quindici criteri di delegazione contenuti nell&#8217;articolo 33 della legge n. 69 del 2009.</p>
<p>Nell&#8217;osservanza di tali criteri, il decreto persegue le seguenti finalità principali:</p>
<ul>
<li>premiare le migliori pratiche;</li>
<li>assicurare un miglior servizio e relazioni semplificate con i cittadini e le imprese;</li>
<li>implementare e controllare la digitalizzazione dell&#8217;Amministrazione e alimentare tale processo con i risparmi derivanti dalla riorganizzazione delle strutture e dei servizi;</li>
<li>incrementare la sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture.</li>
</ul>
<p>L&#8217;intervento riformatore è comunque strutturato in modo da consentire alle Amministrazioni di realizzare gli interventi di loro competenza in un ragionevole lasso di tempo e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, come previsto dalla legge delega.</p>
<p><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/05082dl.htm">Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82</a></p>
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