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	<title>Accessibile &#187; copyright</title>
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		<title>Banda larga per tutti, copyright e &#8220;cloud computing&#8221; nell’Europa del futuro</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Zucal</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1022" src="http://www.accessibile.gov.it/wp-content/uploads/2009/11/reding.jpg" alt="" width="135" height="120" />10/11/2009 &#8211; Le <strong>tecnologie per l&#8217;informazione e la comunicazione</strong> “possano contribuire al rinnovamento dell’economia solo se l’Europa affronta prima con urgenza le seguenti priorità: “garantire a tutti i cittadini la banda larga ad alta velocità; dare al diritto d&#8217;autore e ai contenuti una chiara dimensione di mercato unico; migliorare i servizi a disposizione dei consumatori europei; distribuire le tecnologie già a portata di mano e assicurarsi che diano il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi di Copenaghen”.<span id="more-1020"></span></p>
<p>Intervenendo alla Conferenza “Visby Agenda: creating impact for an eUnion 2015”, che ha riunito rappresentanti degli Stati membri, della Commissione, del Parlamento europeo e i protagonisti del mercato per l&#8217;Information e Communication Technology, il Commissario Reding ha affermato che la Commissione ha stanziato 1,02 miliardi di euro da investire in infrastrutture a banda larga nelle zone rurali.</p>
<p>“Investire in banda larga è solo un primo passo: la vera sfida è fare in modo che tutta l&#8217;Europa sia in grado di gestire la transizione verso le reti ad alta velocità, che rappresentano il fondamento della nostra futura produttività sotto forma di applicazioni e servizi innovativi. Attualmente, solo il 3% degli investimenti degli operatori europei è destinato alla fibra ottica. Centrale anche la questione del diritto d’autore nell’epoca dei contenuti digitali: “Il nuovo trattato di Lisbona – ha detto la Reding &#8211; permetterà all&#8217;Europa di disporre di un potente strumento: il nuovo articolo 118, consentirà infatti la creazione di un mercato europeo per il diritto d&#8217;autore”.</p>
<p>Il Commissario ha affermato “che i ricavi legati ai contenuti online possano quadruplicare entro il prossimo anno, se l’Europa riuscirà a dare vita finalmente a un mercato unico per i contenuti. La crescente importanza di internet offre nuove possibilità per la distribuzione dei contenuti creativi e permette agli utenti di accedere ai contenuti ovunque si trovino e ovunque vadano. L&#8217;innovazione e la creatività sono seriamente ostacolate dal fatto che in Europa ancora ci permettiamo il lusso di avere 27 sistemi di copyright divergenti. Questa frammentazione territoriale delle condizioni di autorizzazione, ostacola l&#8217;accesso dei consumatori ai contenuti dei siti web al di fuori del proprio paese”.</p>
<p>La Reding ha poi sottolineato la mancanza in Europa di un mercato unico per i servizi online al consumatore finale. “Le statistiche sono eloquenti: a causa della frammentazione delle regole e dell&#8217;incertezza del diritto, solo il 7% di tutte le transazioni effettuate dai consumatori europei attraverso il web è cross-border, mentre il 61% di tutti gli ordini effettuati in un negozio online che si trova in un altro paese dell&#8217;Unione Europea non vanno a buon fine. Bisogna quindi fare di più perché i cittadini possano accedere a qualunque servizio da dovunque si trovino.”</p>
<p>Per ottenere il successo della Digital Agenda Europea, bisogna far sì che tutte le piccole e medie imprese europee (23 milioni, che costituiscono il 99% di tutte le imprese e oltre il 90% della forza lavoro in Europa) adottino e utilizzino al meglio le tecnologie per l&#8217;informazione e la comunicazione. Attualmente, solo il 9% utilizza fatture elettroniche, e solo l&#8217;11% dispone di sistemi di gestione delle risorse umane.</p>
<p>“Vedo quindi grandi potenzialità per le applicazioni di cloud computing per aiutare le aziende a entrare nella vera età dell’<acronym lang="en" xml:lang="en">Information Technology</acronym>, a costi inferiori rispetto alle tradizionali soluzioni aziendali. Accedere alla potenza di calcolo attraverso il web, invece che investire in tecnologie e applicazioni sarebbe non solo economico, ma anche più facile per le imprese che non hanno bisogno di comprare e mantenere tecnologie o applicazioni e servizi”, ha affermato la Reding, invitando inoltre le amministrazioni pubbliche europee ad accelerare sui servizi di egov e a cominciare a pensare a come sfruttare le tecnologie per l&#8217;Information e  Communication Technology in favore del pianeta e contro i cambiamenti climatici.</p>
<p><a href="http://www.se2009.eu/en/meetings_news/2009/11/9/visby_agenda_creating_impact_for_an_eunion_2015">Visby Agenda: presidenza svedese</a></p>
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